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28 feb 2009

SAY NO TO DRUGS!

Darren non era mai stato un genio, ma quel dove non arrivava con l'intelligenza ci metteva molta creatività.
Fu così che un giorno al supermercato notò una busta etichettata "mangime per uccelli - 100% semi di papavero". La sua naturale deduzione fu "100% oppio". Comprò la busta e corse a casa, in barba alla narcotici e a tutti quegli sbirri.
Mise a bollire i semi in un pentolino, fino ad ottenere una poltiglia nerastra. A questo punto, prese una grossa siringa e si iniettò "l'oppiaceo" in vena. Non avvertendo nessun effetto, ripetè l'operazione con dosi maggiori.
Circa un'ora dopo fu trasportato in stato d'incoscienza al pronto soccorso, in bilico tra la vita e la morte. Le lastre al torace evidenziarono migliaia di puntini neri all'interno del suo corpo, un classico sintomo di Tubercolosi Miliare: quelli che noi sappiamo essere semi furono scambiati dai medici per depositi della malattia altresì detta "tubercolosi diffusa".
Solo al risveglio di Darren, in preda ad atroci sofferenze per i semi all'interno del corpo e le cure sbagliate, si arrivò alla verità, e il potenziale Darwin Award soppravvisse.
Speriamo solo che stia lontano dai sacchi di "sementi varie 100%"...
(bambini: non drogatevi, ma se proprio dovete farlo, scegliete roba buona).

25 feb 2009

CON LA TESTA TRA LE NUVOLE

(Chilliwack, Canada)
Molti degli abitanti della cittadina di Chilliwack furono svegliati quella notte dal suono di un aereo a bassissima quota sopra le loro case. Il velivolo procedeva oscillando, prendeva quota, tornava verso il basso, virava a destra e a sinistra in continuazione. Che diavolo stava succedendo?
Due amici, dopo una serata di bevute (elemento molto diffuso tra i nostri candidati all'ambitissimo Darwin Award), conclusero che non era affatto necesaria una patente di guida di aereoplani per poter volare sopra la città. Uno dei due lavorava all'interno del vicino aereoporto, e possedeva le chiavi per le rimesse. Invitarono con loro anche due ragazze conosciute in un pub, probabilmente dotate di cervello, visto che rifiutarono...
Ed ecco quindi spiegato il perché in piena notte un aereo procedeva a casaccio nei cieli cittadini, disturbando il sonno di parecchie persone.
Piccola citazione cinematografica: il film è "Indiana Jones e l'ultima crociata". Protagonisti Harrison Ford e Sean Connery, rispettivamente Indiana Jones e il padre, in volo con un caccia della seconda guerra mondiale in fuga dai nazisti.
Connery: "Non sapevo che sapessi pilotare un aereo!"
Ford: "Pilotare sì... Atterrare: NO"
Se poi fosse stato ubriaco come i protagonisti della nostra storia sarebbe stato ancora peggio: i due decisero di atterrare nella piccola striscia di prato che separava le due carreggiate di un'autostrada, e stavano quasi per farcela miracolosamente.
Quasi.
A metà manovra l'aereo, ormai a pochi mnetri dal suolo, finì tra i cavi elettrici che attraversavano l'autostrada, schiantandosi subito dopo a terra. Morirono sul colpo, e i concittadini poterono finalmente tornare a dormire.

23 feb 2009

DARWIN SULLA NEVE

(2 febbraio 2008, Italia)
David, 46 anni, si era recato in settimana bianca con altri suoi amici inglesi sulle piste di Sauze d'Oulx, comune piemontese.
Una sera i quattro decisero di tentare una discesa notturna. Ovviamente ubriachi, come da tradizione britannica, entrarono a piedi su una delle piste da sci e tolsero una delle protezioni in gomma che si trovano intorno ai piloni della seggiovia. Risalirono poi per alcune centinaia di metri ed iniziarono un'improbabile discesa a quattro sul bob improvvisato.
Non pensarono che se c'è una protezione attorno ad un palo di acciaio un motivo ci dovrà pur essere...
Due di loro si salvarono dopo alcuni giorni in ospedale, uno fu visto fuggire imprecando lasciando una scia di sangue sulla neve, ma il nostro eroe del giorno è David, a cui l'impatto faccia-acciaio fu fatale.
Certo che quando uno se le va proprio a cercare...

20 feb 2009

HO PERSO LA TESTA PER LA CHIMICA!

(2 Febbraio 2008, Bulgaria)
Era un pomeriggio freddo ma soleggiato quando Lidia, un'insegnante di chimica residente nei pressi di Sofia, stava accompagnando a casa due sue amiche dopo aver partecipato ad un convegno di scienziati.
Improvvisamente il veicolo si arrestò, e i passanti videro le tre donne correre fuori dall'auto e rovesciare il contenuto di alcune bottiglie e alambicchi in un tombino fognario sulla strada.

Sembra che la ricercatrice avesse ancora con sé alcuni dei materiali nocivi usati in mattinata per alcuni esperimenti. Due di questi furoni riconosciuti dalle etichette: metanolo ed etere dietilico. Entrambi altamente infiammabili, in più una peculiarità del secondo è quella di avere proprietà sedative: probabilmente i vapori si stavano riversando all'interno dell'auto, intontendo la guidatrice, scesa per evitare di addormentarsi al volante.

La ricercatrice non era però mentalmente lucida, perché rovesciando diversi prodotti altamente infiammabili all'interno delle fognature generò una potente esplosione che fece schizzare verso l'alto il tombino stesso, decapitando l'insegnante di netto. Le amiche riportarono gravi ustioni, soprattutto al volto, ma dopo pochi giorni di ospedale furono dimesse. Con delle sopracciglia finte, ma vive e vegete.

17 feb 2009

DEMOLITION MAN

(9 Ottobre 2008, Sud Africa)
Per diversi giorni alcuni impiegati che lavoravano nel centro di Johannesburg assistettero alla graduale demolizione di un edificio nei pressi dello stabile in cui lavoravano. Un uomo con un escavatore stava abbattendo i muri del pianterreno, lasciando intatte solo alcune colonne a sostenere il soffitto sopra di lui.
"Continuavo a chiedermi" spiegò uno dei presenti "cosa avessero intenzione di fare a quel punto".
Decine di persone furono testimoni dell'unico possibile epilogo di quell'assurda demolizione: l'intera stuttura collassò, schiacciando sotto tonnellate e tonnellate di materiali edili Ishmael Makone, il cinquantaduenne alla guida della ruspa.

"Non riesco a capire come potessero non prevederlo" disse un addetto ai lavori che non l'aveva previsto "non si demolisce una casa partendo dalle fondamenta!"
Gli impiegati dell'edificio di fronte dissero di essere stati preoccupati fin dall'inizio dei lavori, in quanto tutto ciò che era stato fatto per quella demolizione era stato privo di senso.

16 feb 2009

ALLACCIATE LE CINTURE

(14 Aprile 2008, Texas)
Un'impresa telefonica aveva incaricato un'azienda di installare dei rinforzi ad una delle torri di comunicazione nei pressi di Camp Bullis. Due degli operai che si trovavano a terra videro precipitare improvvisamente un loro collega per 70 metri fino a schiantarsi al suolo.
Si scoprì che l'uomo, che si trovava sulla cima per fissare alcuni componenti, aveva erroneamente svitato i bulloni che tenevano fissata una sbarra metallica molto pesante. Sfortuna volle che era proprio la sbarra a cui aveva precedentemente agganciato la propria cinghia di sicurezza.
La polizia archiviò il caso come "tragico incidente"

14 feb 2009

IL CONDUTTORE

Gennaio 2008, Pennsylvania.
Un ventitreenne con numerosi piercing decise di divertirsi un po' sul posto di lavoro.
Chiedendosi cosa potrebbe succedere se si collegasse un tester elettronico di resistenza al corpo umano, ovviamente capì che c'era un solo modo per scoprirlo. Nonostante i tentativi dei colleghi di dissuaderlo dalla malsana idea, il nostro eroe collegò i due morsetti a coccodrillo ai due piercing sui suoi capezzoli.

Il tester ha un funzionamento molto semplice: applica una differenza di tensione ai due capi, e facendo passare una scossa elettrica all'interno del conduttore ne calcola la resistenza. (Spiegazione molto terra - terra).

Evidentemente il corpo umano è un buon conduttore: i tentativi di soccorso furono infatti inutili, e il giovane morì durante il trasporto in ambulanza.

2 feb 2009

CACCIA GROSSA

2 febbraio 2008, New York
Un gruppo di amici si diede appuntamento in un bosco nel nord dello stato di New York per una battuta di caccia.
Il più esperto di loro, un uomo sulla cinquantina, aveva portato con sé il suo fedele segugio, di cui non perdeva occasione di tessere le lodi data la sua completa obbedienza dovuta ad un severo addestramento.
Durante una pausa per una sigaretta, uno di loro notò che il cane aveva scovato nelle vicinanze un osso di cervo, o almeno così pareva.
Il proprietario del cane, incuriosito, si avvicinò alla bestia con l'intento di farselo consegnare, ed ovviamente il segugio si rifiutò di rinunciare al suo piccolo tesoro. Gli amici iniziarono allora a farsi beffe di lui e della tanto decantata obbedienza dell'animale.
L'uomo fu preso dalla frustrazione e, impugnando il fucile come fosse una mazza da baseball, cominciò a menare fendenti a destra e a manca; fendenti che ovviamente il cane evitava, sempre mantenendo il possesso dell'osso.
Infuriato per la disobbedienza del segugio e le risate degli amici, improvvisamente il cacciatore perse la presa sul fucile, che cadendo al suolo sparò colpendolo in pieno petto.
A nulla valsero i tentativi di soccorso: l'uomo morì durante il trasporto in ospedale, confermando questa versione dei fatti al barellliere dell'ambulanza e scagionando così i suoi amici, che sarebbero stati certamente sospettati di omicidio.

Secondo il proverbio, non bisogna stuzzicare il can che dorme. Secondo gli amici del cacciatore, anche minacciarlo con un fucile brandito al contrario non è propriamente un gesto geniale...

1 feb 2009

SCAVARSI LA TOMBA

In una zona di campagna scarsamente popolata, una compagnia telefonica decise di interrare la fitta rete di cavi di cui si serviva a causa dei problemi arrecati ai piccoli aerei usati per la disinfestazione dei campi, che spesso si trovavano a sorvolare la zona.
In alcuni punti era necessario però che i lavori si svolgessero lungo le strade, per non rovinare le coltivazioni, così l’impresa incaricata dei lavori decise che, per ridurre al minimo i disagi, gli scavi venissero effettuati di volta in volta su una delle due corsie. In questo modo, se uno dei due lati della strada fosse risultato impraticabile si sarebbe proceduto sull’altro a senso unico alternato.

Una mattina, un contadino locale avvertì lo sceriffo che un pick-up era finito in uno dei fossati della compagnia telefonica. All’interno furono trovati due giovani del luogo, privi di vita.

Le indagini rivelarono che i due, percorrendo la strada la sera prima, erano stati visti fermarsi e giocare un tiro mancino ad eventuali passanti: avevano infatti invertito la segnaletica stradale che avvertiva dei lavori in corso, facendo in modo che venisse indicata come percorribile la carreggiata in cui si svolgevano gli scavi.
Purtroppo per i due burloni quelle zone erano semideserte, ed i primi a passarvi furono proprio loro, a tarda notte, con un tasso alcolico nel sangue ben al di sopra della norma.

La scientifica ha rivelato che i giovani al momento dell’impatto viaggiavano ad una velocità molto elevata, e che non erano presenti i segni di una frenata: in preda ai fumi dell’alcool, si erano dimenticati del proprio scherzo finendo per rimanervi vittime, in tutti i sensi.

Morale: Chi la fa, l’aspetti!

31 gen 2009

CORRERE SI, MA DALL'ALTRA PARTE!!!

16 luglio 2008, Italia.
Gerhard Adolf Zeitler Plattner, 68 anni, si trovava in coda ad un semaforo a bordo del suo nuovissimo Porsche Cayenne.
Come purtroppo tutti noi Italiani sappiamo, nel nostro Belpaese non è raro trovare passaggi a livello che intersechino strade in prossimità di un incrocio, dove quindi il traffico è tutt’altro che scorrevole; siamo dunque sufficientemente avveduti da non restare intrappolati tra le sbarre con l’auto a cavallo delle rotaie.
Il nostro amico Gerhard no.

Prima legge di Murphy: se una cosa può andar male, lo farà.

Non appena il signor Zeitler Plattner si trovò sui binari, fermo a causa del semaforo rosso, il passaggio a livello si chiuse precludendogli la fuga in auto. Resosene conto, l’incauto turista abbandonò la lussuosa auto correndo a perdifiato… incontro al treno!
L’idea del malcapitato era di far sì che il macchinista lo notasse ed arrestasse la locomotiva lasciando indenne la preziosa auto.
L’astuto piano riuscì solo in parte: i danni alla Porsche furono molto inferiori di quelli subiti dal proprietario, colpito con forza sufficiente da scagliarlo a più di trenta metri di distanza. I tentativi di soccorso furono inutili.

Morale della storia: meglio non seguire l’istinto di auto-conservazione.